mercoledì 23 marzo 2011

fumetti per neofiti, ma non solo


Il titolo di questa video-raccolta di consigli fumettistici potrebbe far pensare a consigli per acquisti abbastanza superficiali o quanto meno scontati e noti anche al grande pubblico.

Ma in realtà alcune indicazioni non sono affatto scontate:
come Gipi che, pur essendo abbastanza noto, è un autore piuttosto particolare e non certo commerciale (o almeno questa è la mia impressione dopo la lettura di LMVDM, l'unico suo libro che ho letto - per ora);
altri titoli, invece, come Monsieur Jean di Dupuy & Berberian - Fell di Warren Ellis e Stitches di David Small, sono per me del tutto sconosciuti, devo assolutamente rimediare.

Personalmente non saprei cosa consigliare a qualcuno che non ha mai letto fumetti, ma Ken Parker o Asterix, come indicato da più di una persona nel video, sono sicuramente un ottimo inizio.

lunedì 17 gennaio 2011

il 2012 si sta avvicinando?



Fu un passero cadendo a terra...
... a segnare l'inizio della fine...
... del nostro mondo!

Questo è l'incipit di una storia dei Fantastici Quattro del 2007 intitolata "La fine del mondo".
Dopo poche pagine fa la sua apparizione agli occhi di tutti i popoli della Terra il Giudicatore, un'entità inviata da un improbabile tribunale cosmico che intende eliminare la razza umana, bellicosa e intollerante.

Dopo gli inutili sforzi di un po' tutti i supereroi conosciuti, sarà un'intuizione del Quartetto a salvare la situazione, dimostrando compassione e pietà.

I testi (forse volutamente) ingenui di Stan Lee e i bei disegni di John Romita jr. riportano alle atmosfere dei fumetti degli anni '60, quando i Fantastici Quattro muovevano i primi passi, alle prese con cattivi alquanto improbabili.

La cosa che più mi è rimasta impressa è stata proprio la prima tavola, rimandando a fatti di cronaca recente.

Ora, nel caso apparisse un enorme essere di vaga forma umana rivestito da una sorta di armatura rosa fosforescente, comincerei a preoccuparmi un po'... Non vedo supereroi in carne ed ossa in grado di agire su scala globale.


lunedì 8 novembre 2010

Prove di tavoletta grafica...

... ovviamente non si tratta di questa (non ancora almeno), ma di una decisamente più economica:

lunedì 1 novembre 2010

martedì 10 agosto 2010

Oggetto del desiderio


Con una cosina come questa (qui il trailer)
probabilmente non smetterei mai di disegnare...
Niente più problemi di sporcare in giro, conservare carte e schizzi, preparazione del materiale ecc... forse aumenterebbe anche la voglia di farlo (disegnare, intendo).

Il problema è il prezzo (un affarino come questo costa sui 2.000 euro).
Certo se avessi una manina come quella di Frank Quitely, questo diventerebbe uno strumento di lavoro e non di cazzeggio e, disegnando a questi livelli, non avrei problemi finanziari.

mercoledì 30 giugno 2010

Novità in edicola... anzi no... in rete e in qualche libreria (per ora)


Prendendo spunto dal blog di Recchioni, segnalo questa lodevole iniziativa:
una pubblicazione gratuita, finanziata interamente dalla pubblicità.
Da una prima occhiata sembrano fumetti di buona qualità, d'altra parte i nomi di alcuni autori sono una sicurezza (ad es. Davide Toffolo, Giuseppe Palumbo e Paolo Bacilieri).
Il solo nome di Bacilieri è sufficiente per spingermi a cercare di procurarmene una copia.

Naturalmente è possibile scaricarne una copia in pdf, questo è l'indirizzo: Pic-Nic.
Ma per un giudizio definitivo mi è necessario il supporto cartaceo; per gustarmi appieno un libro o un fumetto ho bisogno di toccarlo, sfogliarlo e annusarlo (letteralmente). Come ogni buon feticista che si rispetti.

Ho già detto che c'è anche Bacilieri?

sabato 6 febbraio 2010

Paperone prima di Paperone

Zio Paperone è nato dalla penna di Carl Barks nel 1947, nella storia a fumetti “Natale sul Monte Orso”.
In questa storia l’immagine del ricco parente di Paperino è un po’ diversa da quella che siamo abituati a vedere oggi: è, almeno nella parte iniziale, un vecchio acciaccato e pieno di disprezzo verso gli altri (Don Rosa molti anni dopo ci spiegherà il perché di questo caratteraccio tipico dello Scrooge Dickensiano al quale il personaggio è ispirato).

Alcuni elementi grafici sono però già presenti e, nelle storie successive, si evolveranno per meglio adattarsi alle caratteristiche di un arzillo e ricco vecchietto.
Il bastone da passeggio con pomolo diventa un più pratico bastone dal manico ricurvo; gli occhiali sono sostituiti da più leggeri pince-nez; il vestaglione da camera con ampi risvolti lascia il posto ad una leggera e più dinamica palandrana; i basettoni che incorniciano il volto si riducono a due basette meno folte.

Recentemente riguardando alcuni vecchi cartoni di propaganda che venivano commissionati alla Disney negli anni della Seconda Guerra Mondiale, ho trovato un personaggio che è difficile pensare non sia servito da modello a Carl Barks nella raffigurazione della sua creatura più famosa.

Il cortometraggio è The Spirit of '43, nel quale Paperino, che raffigura il tipico uomo qualunque, viene consigliato su come spendere i suoi soldi dalle classiche coscienza buona e coscienza cattiva.
I due spiriti qui sono: da una parte un giovanotto dissoluto e antipatico che cerca di spingere Paperino a godersi i soldi guadagnati, dall’altra un saggio vecchietto scozzese che gli dice di risparmiare in vista del pagamento delle tasse di guerra.

Ecco, il vecchietto scozzese è raffigurato con alcune caratteristiche che saranno peculiari dello Uncle Scrooge Barksiano; le basette, gli occhialini e il bastone, oltre al fatto di essere scozzese.

Barks, prima di arrivare ai fumetti aveva collaborato, come intercalatore prima e come sceneggiatore poi, a diversi cortometraggi e a un lungometraggio (Bambi), ma nella sua filmografia (riportata nel volume “Carl Barks l’Uomo dei Paperi”) non appare questo cortometraggio.
È anche vero che non è semplice trovare traccia di questi cortometraggi di propaganda nelle varie filmografie più o meno ufficiali. I motivi potrebbero essere diversi: il probabile riutilizzo di inquadrature riprese da altri cartoni, il richiamo diretto alla guerra, il fatto che questi cartoni si discostino dalla “linea editoriale” della Disney, ma soprattutto il fatto di essere cortometraggi promozionali (o comunque commissionati da altri).